Un terreno coltivato da decenni senza un atto di acquisto, un cortile usato da sempre, una casa di famiglia mai intestata: sono situazioni frequenti, soprattutto nei paesi della Lomellina. L'usucapione permette di diventare proprietari di un bene grazie al possesso prolungato nel tempo.
Quanti anni servono
- Vent'anni di possesso è il termine ordinario per gli immobili (art. 1158 c.c.).
- Dieci anni bastano se si è acquistato in buona fede da chi non era proprietario, con un titolo idoneo regolarmente trascritto (art. 1159 c.c.).
- Termini più brevi sono previsti per alcuni fondi rustici e per i beni mobili.
Che tipo di possesso serve
Il possesso deve essere continuo e non interrotto, pacifico e pubblico, cioè esercitato apertamente, come farebbe un proprietario. Usare un bene per cortesia del proprietario, o in base a un contratto come affitto o comodato, non porta all'usucapione.
Come si ottiene il riconoscimento
Con una causa
Si chiede al Tribunale di accertare l'avvenuta usucapione. Servono documenti, testimoni e spesso una consulenza tecnica. Prima della causa è obbligatorio il tentativo di mediazione, perché la materia riguarda i diritti reali.
Con un accordo in mediazione
Se tutte le parti interessate sono d'accordo, l'usucapione può essere riconosciuta con un verbale di accordo in mediazione. Il verbale, con le firme autenticate, si trascrive nei registri immobiliari (art. 2643 n. 12-bis c.c.). È di solito la strada più rapida e meno costosa.
Cosa preparare
- visure e mappe catastali del bene;
- fotografie e documenti che provino l'uso nel tempo, come bollette, lavori eseguiti e tasse pagate;
- nomi di persone che possono testimoniare il possesso.
A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a ottobre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.