In sintesi: il compenso si concorda prima di iniziare, per iscritto. Dipende dal valore della pratica, dalla sua complessità e dalle fasi effettivamente svolte. A parte si pagano le spese vive (contributo unificato, notifiche, marche) e, se dovuti, IVA e contributo alla Cassa Forense.
Il preventivo scritto
La legge impone all'avvocato di comunicare al cliente, in forma scritta, la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo tra oneri, spese e compenso. Lo Studio lo fa sempre, prima di iniziare: il cliente sa in anticipo quanto spenderà e quando.
Il preventivo indica:
- il compenso dell'avvocato, a forfait o per fasi;
- le spese vive prevedibili, come contributo unificato, notifiche e copie;
- gli oneri accessori: rimborso forfettario, contributo previdenziale (4%) e IVA, quando dovuta;
- le modalità di pagamento concordate.
Come si calcola il compenso
Il riferimento sono i parametri forensi del Ministero della Giustizia (D.M. 55/2014, aggiornato dal D.M. 147/2022). I parametri dividono ogni causa in fasi: studio della controversia, fase introduttiva, fase istruttoria e di trattazione, fase decisionale. Per ogni fase indicano un valore medio che varia in base al valore della causa.
Avvocato e cliente possono concordare un compenso diverso, purché proporzionato all'attività. Nelle pratiche stragiudiziali, come una diffida, una trattativa o un saldo e stralcio, si concorda spesso un importo fisso o una percentuale sul risultato economico ottenuto.
Le spese vive più comuni
- Contributo unificato: la tassa per iscrivere una causa a ruolo. Varia in base al tipo e al valore del procedimento. Per la separazione consensuale e il divorzio congiunto è in misura fissa e contenuta.
- Marca da bollo per diritti forfettari e copie.
- Notifiche tramite ufficiale giudiziario o PEC.
- Consulenti: consulente tecnico, commercialista, perito, quando la pratica li richiede.
- Mediazione obbligatoria: le spese dell'organismo di mediazione, nelle materie in cui è condizione per fare causa.
Da cosa dipende il costo, materia per materia
Separazione e divorzio
Una separazione consensuale o un divorzio congiunto costano molto meno di una procedura giudiziale, perché le fasi sono poche e l'accordo è già definito. Con la negoziazione assistita ciascun coniuge ha il proprio avvocato. La procedura giudiziale costa di più perché richiede istruttoria, udienze e talvolta una consulenza tecnica sui figli.
Sfratto per morosità
Se l'inquilino non si oppone, la procedura si chiude con la convalida e i costi restano contenuti. Se si oppone, diventa una causa ordinaria. Le spese legali possono essere poste a carico dell'inquilino moroso.
Recupero crediti
Diffida e decreto ingiuntivo hanno costi prevedibili. In caso di condanna le spese liquidate dal giudice sono a carico del debitore, ma il cliente le anticipa e le recupera solo se il debitore è solvibile.
Saldo e stralcio
Spesso il compenso si collega al risparmio ottenuto: una parte fissa più una percentuale sulla riduzione del debito. Tutto è indicato nel preventivo.
Chi paga le spese se vinco la causa?
Di regola il giudice condanna la parte che perde a rimborsare le spese legali dell'altra, nella misura che liquida secondo i parametri. Il giudice può però compensarle, in tutto o in parte, per esempio se la questione era nuova o incerta. Nelle cause di famiglia la compensazione è frequente.
Il primo colloquio
Al primo colloquio l'avvocato ascolta la situazione, esamina i documenti e spiega le possibili strade, con tempi e costi di ciascuna. Le condizioni del primo colloquio vengono comunicate al momento della prenotazione.
A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a novembre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.