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Guida · Famiglia · 5 min di lettura

Separazione: chi resta nella casa familiare

La casa va al genitore con cui vivono i figli, anche se non è il proprietario. Quando si perde l'assegnazione, cosa succede al mutuo e senza figli.

In sintesi: la casa familiare si assegna tenendo conto prima di tutto dell'interesse dei figli. Di regola resta al genitore con cui i figli vivono prevalentemente, chiunque sia il proprietario. Senza figli, o con figli economicamente indipendenti, il giudice non assegna la casa: valgono le regole ordinarie della proprietà.

La regola: conta l'interesse dei figli

L'art. 337-sexies del codice civile stabilisce che il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. L'obiettivo è non sradicarli dall'ambiente in cui sono cresciuti. Per questo la casa va normalmente al genitore collocatario, anche se l'immobile è dell'altro genitore, dei suoi genitori o di entrambi i coniugi.

L'assegnazione non trasferisce la proprietà: dà solo il diritto di abitare la casa con i figli. Il giudice ne tiene conto quando stabilisce gli assegni, perché abitare gratis una casa ha un valore economico.

E se non ci sono figli?

Senza figli minori o maggiorenni non autosufficienti la casa non viene assegnata. Se è di proprietà di un solo coniuge, resta a lui. Se è cointestata, i coniugi devono accordarsi: uno compra la quota dell'altro, la vendono, oppure si arriva alla divisione giudiziale.

Quando si perde l'assegnazione

  • Se l'assegnatario non abita o smette di abitare stabilmente nella casa.
  • Se i figli diventano economicamente autosufficienti o vanno a vivere altrove.
  • Se l'assegnatario inizia una convivenza o si risposa. La revoca però non è automatica: il giudice valuta se resta nell'interesse dei figli.

Il mutuo chi lo paga?

Verso la banca il mutuo resta a carico di chi l'ha firmato, indipendentemente dall'assegnazione. Tra i coniugi, invece, l'accordo di separazione o il giudice possono stabilire chi sostiene le rate e come incidono sul mantenimento. È uno dei punti da scrivere con più precisione nell'accordo.

La casa in affitto

Se la casa familiare è in affitto, al coniuge assegnatario si trasferisce il contratto di locazione. Il proprietario non può opporsi.

A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a novembre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.

Domande frequenti

La casa è dei miei genitori: può essere assegnata a mia moglie?

Se era stata concessa in comodato come casa familiare, sì: l'assegnazione può durare finché c'è l'esigenza abitativa dei figli. Va verificato il tipo di comodato.

Chi paga le spese condominiali dopo l'assegnazione?

Di regola le spese ordinarie spettano a chi abita la casa; quelle straordinarie al proprietario. L'accordo può prevedere diversamente.

L'assegnazione vale anche verso chi compra la casa?

Sì, se il provvedimento è trascritto nei registri immobiliari è opponibile ai terzi acquirenti.

Indicazioni generali, aggiornate a novembre 2026. Ogni caso va valutato sui documenti.

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