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Guida · Successioni · 6 min di lettura

Eredità con debiti: rinunciare o accettare con beneficio d'inventario

Se il defunto lascia debiti, gli eredi non sono obbligati a pagarli. Rinuncia, beneficio d'inventario, termini e cosa succede ai figli di chi rinuncia.

In sintesi: chi accetta l'eredità ne risponde anche con il proprio patrimonio, debiti compresi. Per evitarlo si può rinunciare, oppure accettare con beneficio d'inventario, cioè pagando i debiti solo fino al valore dei beni ereditati. Attenzione ai comportamenti che valgono come accettazione tacita e ai termini brevi per chi è nel possesso dei beni.

Accettazione pura e semplice: il rischio

L'accettazione può essere espressa, con un atto scritto, o tacita, cioè con comportamenti che presuppongono la volontà di accettare: vendere un bene ereditato, incassare crediti del defunto, riscuotere canoni, intestarsi l'auto. Chi accetta puramente e semplicemente confonde il proprio patrimonio con quello del defunto e risponde dei suoi debiti.

La rinuncia

  • Si fa con dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione.
  • Chi rinuncia è come se non fosse mai stato erede: non riceve nulla e non paga nulla.
  • Al posto del rinunciante subentrano, per rappresentazione, i suoi figli. Se anche loro non vogliono l'eredità, devono rinunciare a loro volta; se sono minori serve l'autorizzazione del giudice tutelare.

Il beneficio d'inventario

L'erede accetta, ma il patrimonio del defunto resta separato dal suo: i creditori del defunto vengono pagati solo con i beni ereditari. Serve una dichiarazione davanti a notaio o cancelliere e la redazione dell'inventario. È obbligatorio per i minori e per le persone sotto amministrazione di sostegno, quando previsto dal decreto di nomina.

Il beneficio è utile quando non si sa se l'attivo copre i debiti, per esempio quando c'è una casa ma anche un mutuo e debiti fiscali.

I termini

  • Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione.
  • Chi è nel possesso dei beni ereditari, per esempio chi abitava con il defunto, deve fare l'inventario entro tre mesi, altrimenti è considerato erede puro e semplice.
  • Un creditore o un altro interessato può chiedere al giudice di fissare un termine entro cui l'erede deve dichiarare se accetta.

La dichiarazione di successione

Chi rinuncia prima della scadenza non deve presentare la dichiarazione di successione. Per le regole fiscali vedi la guida sull'imposta di successione.

A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a novembre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.

Domande frequenti

Se rinuncio all'eredità posso tenere qualcosa del defunto?

No. Ma restano fuori dall'eredità alcune somme, come il TFR non ancora pagato e le indennità previste dalla legge per i familiari, e le polizze vita con beneficiario designato.

I miei figli ereditano i debiti se rinuncio?

Subentrano al suo posto e devono valutare a loro volta se rinunciare. Per i figli minori serve l'autorizzazione del giudice tutelare.

Ho pagato il funerale con i soldi del conto del defunto: ho accettato?

Il pagamento delle spese funerarie di per sé non vale come accettazione tacita. Altri atti di disposizione sì: meglio chiedere prima.

Indicazioni generali, aggiornate a novembre 2026. Ogni caso va valutato sui documenti.

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