In sintesi: per recuperare un prestito tra privati il punto decisivo è la prova: un bonifico con causale, una scrittura, dei messaggi in cui il debitore riconosce di dover restituire. Con una prova scritta si può chiedere un decreto ingiuntivo. Il credito si prescrive in dieci anni.
Prestito o regalo?
Il problema più frequente è che chi ha ricevuto il denaro sostiene che si trattava di una donazione o di un contributo. Un bonifico da solo prova il passaggio di denaro, non l'obbligo di restituirlo. Servono elementi che dimostrino che era un prestito:
- una scrittura privata firmata, anche semplice;
- la causale del bonifico ("prestito", "mutuo");
- messaggi o email in cui il debitore parla di restituzione, chiede tempo o propone rate;
- pagamenti parziali già ricevuti.
I passaggi
- Diffida scritta con richiesta di pagamento entro un termine: interrompe la prescrizione e mette in mora il debitore.
- Negoziazione assistita: per le richieste di pagamento fino a 50.000 euro è condizione per fare causa ordinaria. Non è richiesta per il decreto ingiuntivo.
- Decreto ingiuntivo: se c'è prova scritta, il giudice ordina il pagamento senza udienza. Il debitore ha 40 giorni per opporsi.
- Pignoramento: se il debitore non paga, su stipendio, conto o beni.
Contanti
I trasferimenti in contanti tra privati sono soggetti al limite di legge, oggi di 5.000 euro. Un prestito in contanti è anche più difficile da dimostrare: chi presta somme importanti dovrebbe sempre usare il bonifico e mettere per iscritto le condizioni di restituzione.
Prima di agire
Conviene verificare se il debitore ha redditi o beni aggredibili: vincere una causa contro chi non ha nulla serve a poco. Un piano di rientro firmato può essere una soluzione migliore e vale anche come riconoscimento del debito.
A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a novembre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.